April14

Economia circolare in pillole | N°3 le misure prese sino ad ora

Il perché l’economia circolare coinvolga tutti lo abbiamo ormai appreso. Imprese, autorità governative, produttori e consumatori sono solo alcuni degli attori coinvolti, oltre all’ambiente, da questa rivoluzione che si sostituisce all’approccio lineare sino ad oggi adottato.
 
Si ritiene a questo punto necessaria un’ introduzione delle misure più rilevanti che sono state prese in merito, al fine di comprendere a che punto sia questa inarrestabile ed irreversibile transizione verso l’economia circolare.
 

Economia circolare: a che punto siamo?

La Commissione Europea ha adottato il 2 dicembre 2015 la Comunicazione “L’anello mancante: un piano d’azione europeo per l’economia circolare” in cui analizza l’interdipendenza di tutti i processi della catena del valore. In particolare, 4 sono state le aree di intervento interessate:
 
• la progettazione eco-compatibile

• lo sviluppo di mercati delle materie prime secondarie

• la gestione dei rifiuti

• l’adozione di modelli di consumo più sostenibili
 
Per quanto riguarda l’eco-progettazione la Commissione Europea ha inteso, per esempio, sostenere la riparabilità, la durabilità e la riciclabilità  dei prodotti o facilitarne lo smontaggio e la manutenzione. Le materie prime secondarie potranno invece essere acquistate a prezzi più bassi dalle imprese che potranno tagliare alcuni costi operativi e di gestione.
 
L’adozione di modelli di consumo più sostenibili fa poi riferimento alla lotta alle pratiche commerciali sleali tramite la diffusione della conoscenza delle corrette terminologie green.
 
Più recenti sono invece le direttive che riguardano la gestione e lo smaltimento dei rifiuti.  Il primo obiettivo di queste misure riguarda la prevenzione, ovvero la riduzione a monte dei rifiuti tramite l’eco-innovazione, la scelta di materiali impiegati e l’estensione del ciclo di vita dei prodotti. Seguono poi riutilizzo, riciclo e recupero attraverso l’innalzamento dei target di riciclaggio al 70% per i rifiuti urbani e all’80% per gli imballaggi.
 
Il raggiungimento di tutte queste misure consentirebbe, secondo la Commissione Europea, la creazione di 580 mila posti di lavoro con un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie ad un utilizzo più responsabile, efficiente ed ottimizzato delle risorse.
 
L’economia circolare metterà dunque al riparo le imprese dalla scarsità delle risorse e dalla volatilità dei prezzi delle materie prime, contribuendo a creare sia nuove opportunità commerciali ma anche modi di produzione e consumo innovativi e più efficienti.
 
Un vero e proprio modello di business a tutto tondo!
 
 

Ti è piaciuto questo articolo?

Ricevine altri iscrivendoti alla nostra Newsletter

Please wait...
  • Posted by Regenesi
  • 2 Tags
  • 0 Comments

Vota il post 1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (No Vote)
Loading...