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REGENESI, LA NUOVA FRONTIERA DEL LUSSO MADE IN ITALY CON MATERIALI DI POST-CONSUMO.

March 16, 2018

REGENESI, THE NEW FRONTIER OF MADE IN ITALY LUXURY WITH POST-CONSUMER MATERIALS.

L’azienda bolognese che da un “rifiuto” fa nascere un matrimonio perfetto tra sostenibilità, bellezza e stile inconfondibile.

Per colorare usa la farina di castagno e per la morbidezza delle sue borse il caucciù. Per i gioielli le vecchie montature di occhiali, i manici delle borse e i catarifrangenti delle biciclette. Poi c’è la pelle rigenerata, le lattine di alluminio e gli scarti di vecchi elettrodomestici, oppure la polvere di gomma raccolta dagli aspiratori. E’ una lista della spesa insolita quella di Regenesi, azienda nata nel 2008 da un’idea di Maria Silvia Pazzi,ma che dà vita a oggetti e accessori unici, rigenerati direttamente dai materiali di post-consumo e scarti industriali.

Un made in Italy con i fiocchi, che investe al 100% nel concetto di produzione responsabile, sostenibile e innovativa di accessori, trasformando gli scarti in bellezza grazie alla collaborazione con designer italiani e internazionali tra i migliori in circolazione.

Nascono così tre collezioni, casa composta da oggetti per la cucina e l’home living, ufficio con accessori in pelle e per l’arredo dello studio o della scrivania e moda, che comprende borse, gioielli e piccola pelletteria.

Un mondo, quello di Regenesi, che è più una filosofia, basata su processi di trasformazione dei materiali di qualità e ad alto valore ambientale. Come la pelle rigenerata che deriva da scarti di vera pelle selezionati, preparati e defibrati. Segue un processo di trattamento con acqua miscelata ad altre sostanze, soprattutto grassi e agenti coloranti, completamente naturali. In seguito il preparato viene steso su grandi banconi per l' asciugatura, viene pressato ed infine trattato perché acquisisca morbidezza.

Certificata REMADE IN ITALY, uno schema di certificazione specificatamente rivolto al riciclo, Regenesi è già sbarcata oltre oceano, suscitando interesse e ammirazione dal New York Times al Pompidou di Parigi, fino in Brasile e a Shangai dove ha esposto i suoi prodotti al padiglione italiano all’Expo all’interno di una mostra a cura della Triennale di Milano.

Ho fatto la consulente aziendale, ho insegnato Economia all’Università di Bologna e ho sempre avuto anche una grande passione per l’architettura e il design – racconta Maria Silvia Pazzi, CEO di Regenesicosì quando mi trovai a Napoli nel 2008 durante lo scandalo dei rifiuti, ebbi l’idea, e con essa la voglia di creare un modello di business per la mia azienda, anch’esso rigenerativo”.

Oltre ai due soci fondatori, l’azienda ha infatti introdotto il concetto di Advisory Board,un gruppo di persone che hanno portato capitali, network e competenze e che hanno il compito di stimolare un approccio orientato al confronto e all’integrazione costante tra professionalità, trascorsi personali e tecnica. Una scelta particolarmente innovativa quella fatta da Maria Silvia, soprattutto in Italia.

Il modello organizzativo è infatti strutturati a rete: diverse società e persone collaborano e contribuiscono alla crescita dell’impresa, ma sostenendosi autonomamente e consentendo quindi una produzione più conveniente, veloce, snella e organizzata.

Accanto a Silvia c’è un altro socio fondatore, Alfredo Montanari (Direttore Generale Bologna Business School), mentre il board è composto da altri nomi e personalità imprenditoriali di rilievo:

Marco Vacchi (Presidente Onorario IMA e Cavaliere del Lavoro), Maria Cristina Maccaferri Zecchini (Architetto), Italo Giorgio Minguzzi (Avvocato e Consigliere non esecutivo di diverse aziende quotate e non), Loris Reggiani (ex-pilota ed imprenditore in settori tecnologici e green).

Le collezioni sono in continuo mutamento, ma sempre con quella componente di rigenerazione e di innovazione che permette di trattare i rifiuti come materie prime dalle infinite qualità e da cui nascono anche collezioni con brand prestigiosi come Lamborghini e Dainese, riutilizzando scarti delle auto e delle tute dei piloti di MotoGP.

“Anche il nostro canale di vendita punta alla sostenibilità, basandosi esclusivamente sul nostro shop on-linewww.regenesi.com . –spiega Maria Silvia - Vendiamo in tutto il mondo, borse, gioielli, e oggetti di design in pelle con una tecnica di piegatura che ricorda gli origami, tutto rigenerato e riciclabile dopo l’uso. Ma non solo. Puntiamo anche alla funzionalità dei nostri prodotti, elemento da non sottovalutare nella realizzazione di oggetti di design!”

Qualche esempio? 100 lattine diventano un piatto esclusivo,le pelle rigenerata viene impiegata nella realizzazione delle Fruit Bag, una bag che trasforma l’immagine della borsa della spesa in un’icona di design e stile, oppure la gomma dei campi da gioco che viene usata per realizzare dei tappeti da interno come un mini campo di calcio o di basket. Insomma, infinite soluzioni e infinite rigenerazioni, tutte all’insegna dell’innovazione sostenibile.