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GIORNATA MONDIALE DEL RICICLO: 365-1 GIORNI PER REALIZZARE UN'ECONOMIA CIRCOLARE

Regenesi Staff

GIORNATA MONDIALE DEL RICICLO: 365-1 GIORNI PER REALIZZARE UN'ECONOMIA CIRCOLARE

La Giornata Mondiale del Riciclo, celebrata ieri 18 marzo, non è solo un momento di riflessione, ma un'opportunità per ricordare che l'economia circolare è un impegno quotidiano. 365 giorni meno uno: questa è la vera sfida che abbiamo davanti, trasformare ogni singolo giorno dell'anno in un'occasione per ripensare e mettere in pratica un diverso rapporto con i rifiuti che generiamo e trasformarli in risorse.

L'Italia: un leader nell'economia circolare
Il nostro Paese può vantare una leadership europea nel settore dell'economia circolare che spesso non viene adeguatamente valorizzata. Come ci ha ricordato ieri Realacci Presidente di Symbola con il 91,6% di riciclo sulla totalità dei rifiuti, l'Italia ha un'incidenza quasi doppia rispetto alla media UE, superando nettamente tutti gli altri grandi paesi europei. Questo primato si traduce in un risparmio concreto: 16,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all'anno e circa 55 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti.

CONAI prevede per il 2025 una percentuale di riciclo degli imballaggi pari al 75,2%, con un incremento dei volumi riciclati da 10,5 milioni di tonnellate nel 2023 a 10,8 milioni entro fine anno. Questi risultati non sono frutto del caso, ma di un sistema costruito sulla necessità di trasformare limiti in opportunità.

Da emergenza ad opportunità: ripensare il Business Model
La carenza di materie prime ha stimolato l'utilizzo di quella risorsa infinitamente rinnovabile che è l'intelligenza umana. I rottami di Brescia, gli stracci di Prato, le cartiere della Lucchesia: non sono nati da decreti, ma da necessità trasformate in ingegno e innovazione.

Il 2025 segna un punto di svolta anche a livello europeo, con lo sviluppo di una nuova legge sull'economia circolare promossa dalla Commissaria Jessika Roswall. L'obiettivo è ambizioso: creare un mercato unico per i materiali secondari, con particolare attenzione alle materie prime critiche come rame e litio, armonizzando le politiche tra gli Stati membri.

From Waste to Beauty: la filosofia di Regenesi
In Regenesi, questa visione è nel nostro DNA. Abbiamo fatto del "From Waste to Beauty" non solo uno slogan, ma il principio fondante della nostra esistenza da 16 anni al centro del nostro lavoro. Crediamo fermamente che la trasformazione dei rifiuti in risorse debba avvenire attraverso un approccio integrato che combini:

  • Tecnologia: con i nostri brevetti Respetto e RevertU, lavoriamo per sviluppare tecnologie innovative che riducano l'impatto ambientale nel mondo tessile e moda
  • Estetica: la ricerca di nuove forme e linguaggi espressivi che valorizzino i materiali di recupero
  • Filiere produttive: la costruzione di reti collaborative che connettano artigiani, distributori e consumatori in un ciclo virtuoso

Ripensare il ciclo di vita dei prodotti significa ripensare l'intero sistema economico e i modelli di business. Non si tratta solo di migliorare il riciclo, ma di progettare fin dall'inizio prodotti che possano essere facilmente scomposti, riutilizzati, rigenerati.

Una visione condivisa per un futuro sostenibile
La transizione verso un'economia realmente circolare richiede un impegno collettivo. Cittadini, aziende, istituzioni nazionali e sovranazionali devono collaborare in una visione sistemica del cambiamento. Ognuno di noi può contribuire con piccoli gesti quotidiani: dalla corretta differenziazione dei rifiuti alla preferenza per prodotti con imballaggi sostenibili, dall'estensione della vita utile degli oggetti all'acquisto consapevole.

Come affermato nel Manifesto di Assisi, "affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d'uomo e per questo più capaci di futuro".

In Regenesi, lavoriamo ogni giorno - non solo il 18 marzo - per dimostrare che trasformare i rifiuti in bellezza non è un'utopia, ma una realtà possibile e necessaria. Perché l'economia circolare non è solo un modello economico, ma una rivoluzione culturale che parte dalla consapevolezza che ogni scarto può diventare una risorsa preziosa.